Milano – Meriti e Bisogni 2.0 – Leonardo Scimmi

Bildergebnis für meriti e bisogni rimini

 

Io credo cari compagni ed amici, colleghi, signori e signore, che questo evento sia un evento straordinario per i contenuti ed il timing. E credo che questo evento sia l’occasione per essere un po‘ ambiziosi, come partito e come movimento politico culturale. Dal 1982 a Rimini ad oggi 2017 a Milano il mondo é cambiato in modo radicale.

Credo che sia arrivato il tempo di dire quello che va detto con il coraggio della trasparenza e della verità. L’Italia é diventato un paese di second’ordine, se non peggio, l’Italia in tutte le classifiche mondiali riguardo la competitività dei sistemi scolastici ed educativi, della produttività delle imprese, sebbene ci spiaccia dirlo, non primeggia affatto.

La attrattività dell’Italia verso l’estero é bassa. Nessuno viene in vero a studiare o lavorare in Italia per migliorare la propria formazione. L’Italia non attrae giovani dalla Germania o dalla Francia e dopo l’Erasmus, molti se ne vanno e tornano nelle loro patrie.

Al contrario, l’Erasmus é per gli italiani il primo passo verso una carriera all’estero, spesso inizialmente voluta e poi forzatamente proseguita per carenza di alternative.

Ed é cosi’ che l’Italia perde buona parte dei suoi giovani professionisti, laureati, dottorandi, ricercatori, impiegati, quadri, forze energie e competenze, know how, skills, spirito imprenditoriale che se ne va a pagare tasse in altri paesi dopo aver ricevuto una formazione finanziata dallo stato italiano porta il suo sapere altrove.

In tutto cio’ lo stato non interviene. La disciplina per i cervelli in fuga é cervellotica, burocratica, non abbastanza comunicata e nessuno in vero la prende in considerazione, come fare a pagare meno tasse se il lavoro non c’é in Italia?

Eppoi, pensate che gli italiani stiano all’estero solo per pagare meno tasse ?

La burocrazia, le baronie, le raccomandazioni, i clientelismi, la mancanza di fondi per ricerca e sviluppo ed innovazione. Salari bassi tasse alte e burocrazia asfissiante, queste le ragioni addotte dagli intervistati. Da aggiungere la taglia medio piccola delle imprese che non hanno fondi e capacità per attrarre o investire in talenti.

Il quadro é desolante, spiace dirlo, ma negli utlimi 30 anni, forse da Rimini 1982 si é perso terreno, l’Italia é passata in secondo piano ed a nord delle Alpi ci giudicano come un paese poco affidabile, in bilico sulla bancarotta e con un sistema mal funzionante.

Per invertire questa rotta noi italiani all’estero abbiamo individuato diverse proposte di riforma, che diano slancio al Paese ed ai giovani professionisti.

La prima proposta sono le Quote erasmus. Cosa sono ? Sulla scia delle quote rosa o delle quote per le persone in difficoltà, occorre inserire nella PA e nelle imprese i cervelli all’estero che vogliano tornare in Italia, trovare loro canali preferenziali per il rientro.

Perché ? Perché é interesse dell’Italia avere queste persone, che immettono know how e conoscenze e cultura europea in un mercato del lavoro asfittico e provinciale. Una proposta schok che non piace, ma che si basa su realtà che ho visto in altri paesi. In Germania i laureati sono spediti a studiare e fare esperienze in tutto il mondo, e poi rientrano e continuano a produrre ricchezza in Germania e ad espandere il commercio estero tedesco nel mondo intero.

Un altra proposta é l’Erasmus della politica: per avvicinare i giovani alla politica europea e formare il popolo europeo e la classe dirigente europea di cui abbiamo oggi bisogno per superare l’impasse degli stati nazionali e formare un super stato europeo, gli Stati Uniti d’Europa.

 

All’estero si impara molto, da paesi spesso piu’ avanzati rispetto all’Italia, e riportare know how in Italia é un vantaggio per tutto il Paese.

Altra proposta é che il sistema educativo non deve essere piu’ nazionale ma europeo, con lingua programmi e scambi decisi a Bruxelles.

Altra proposta inserire un obbligo di servizio civile o militare all’estero, in Europa.

Tutto qesto per ricordare che la formazione dell’Europa federale é una necessità in un mondo globale e che non puo’ prescindere dalla formazione preventiva e propedeutica di un’Europa culturale.

L’Italia ha il vantaggio/svantaggio di avere 5 milioni di italiani residenti all’estero. Negli utlimi 10 anni 1.5 milioni di italiani sono emigrati. Cifre enormi, competenze regalate a Francia UK e Svizzera e Germania senza che Governo e stampa nazionali ne parlassero piu’ di un minuto.

L’Italia guarda solo da questo lato delle Alpi, noncurante del mondo oltre confine.

Ebbene é ora di alzare lo sguardo ed utilizzare coloro che per merito per volontà per tenacia e per capacità hanno la forza, la voglia l’energia di formare l’Italia e l’Europa del futuro.

Oggi, celebriamo i Meriti ed i Bisogni, facciamo in modo che queste persone meritevoli siano utili al paese ed a chi ha bisogno.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *