Socialismo riformista Leonardo Scimmi

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Oggi assistiamo alla frantumazione dello scenario politico e partitico italiano in modo definitivo. Complice la fine del berlusconismo, il cambio di legge elettorale e la sconfitta al Referendum del 4 dicembre.

L’era post – ideologica ha mostrato tutti i suoi effetti, che non sono il meglio che ci potessimo augurare, ma che sono oramai conclamati.

Assenza di formazione della classe dirigente, pressapochismo, dominanza dei leaders e dei media, crescita della democrazia diretta ed uso tecnologie sono anche una realtà.

Tutti i partiti si aggregano in cerca di efficienza, pochi in base all’appartenenza ideologica, sembrano fusioni societarie piu’ che partitiche. Il mercato domina tutto, dalle società ai partiti e, a volte, alle persone.

In ogni modo ora in Italia abbiamo un grande partito strutturato – il PD – che non ha un’anima politica ben chiara, composto da ex PCI ed ex DC ed alle prese con vari problemi identitari e di integrazione interna.

D’altro lato abbiamo un grande – per ora – partito di opinione – i 5 Stelle – che raccoglie consensi bipartisan ed esprime perlopiu’ rabbia frustrazione e pressapochismo.

A latere formazioni medio piccole che vanno dalla Lega – in crescita – a Forza Italia – in declino – a Fratelli d’Italia ed alle formazioni di sinistra radicale o cattolica o socialista o verde di cui ancora non si capisce la presa elettorale ma che in ogni caso non possono ambire ad essere partiti di maggioranza.

Manca, come sempre da diversi decenni, una forza socialista riformista che si ponga sulla scia del gradualismo e del riformismo di Turati di Matteotti di Rosselli di Saragat di Nenni di Craxi e di Martelli come del Presidente Sandro Pertini.

Una formazione che viva criticamente il capitalismo e che cerchi di porre rimedio agli squilibri ed alla divaricazione fra i piu’ ricchi ed i tanti bisognosi, un socialismo che spezzi il nesso sociale tra nascita e possibilità, che punti sul merito e sull’educazione, che tenga conto dei Meriti e dei Bisogni, e che si ponga non a destra né a sinistra di nulla, ma si profili come il nuovo partito dei giovani europeisti, moderni razionali liberali preparati che credono nelle capacità nella meritocrazia e nella solidarietà.

Un partito riformista ed europeo.

ll partito che crede al futuro degli Stati Uniti d’Europa.

Il partito dove si ritrovino tutti coloro che hanno a cuore le sorti del nostro Paese, che credono nel garantismo, nella solidarietà e nella meritocrazia.

Un partito che anche nel nome si richiami al socialismo riformista ed al suo pensiero.

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